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 2010

 

 

Da una secolare tradizione familiare nasce l'Olio Extra Vergine Aloia, sapiente miscela di diverse cultivar provenienti dagli antichi oliveti dell’agro di Colletorto a ridosso della vallata del Fortore.

Il paese svetta su un colle (508 m.) assediato dagli olivi.

Vanto locale sono le autoctone cultivar Oliva Nera e Cazzarella di Colletorto, ma la rassegna varietale comprende anche Leccino, Cellina di Rotello, Provenzale, Rosciola e Gentile di Larino.

Le olive, raccolte a mano, sono molite nel nostro frantoio in giornata col sistema a freddo delle molazze, di antichissima tradizione, osservando tempi e regole rigide che decretano la nobiltà del prodotto.

La sua bassissima acidità (0,2 grammi per 100 grammi), l’alto grado di digeribilità (superiore a quello di tutti i grassi), le caratteristiche organolettiche e le componenti nutrizionali, ne consigliano l’impiego anche nelle diete povere di grassi, nell’alimentazione del bambino e per la prevenzione delle malattie cardio-vascolari.

 

 

Oliva nera di Colletorto: conosciuta pure con il sinonimo di Noccioluta,
Gentile di Colletorto e Paesana nera, è originaria di Colletorto ed è diffusa anche nei comuni di Sant’Elia a Pianisi, Bonefro, Macchia Val Fortore, Pietracatella e San Giuliano di Puglia. Ha produttività medio-elevata e soggetta ad alternaza. L’olio presenta delle note fruttate di oliva verde, con spiccate punte di amaro e
piccante al gusto.

Azienda Certificata

UNI EN ISO 22000:2005

n. 76612-2010-AFSMS-ITA-DNV

[Sicurezza alimentare]

certificato

 

Azienda aderente alla Filiera UNASCO

UNI EN ISO 22008:2008

[Tracciabilità nella filiera Agroalimentare]

 

L’azienda Aloia si occupa anche della produzione di cereali, lavorando circa 160 ettari di terreni, di cui 20 ettari dedicati esclusivamente all’olivicultura.

 

 

 

Il respiro dell’olio.

Viaggio tra gli olivi e i frantoi del Molise

 

Scritto da Luigi Caricato e pubblicato in edizione fuori commercio dall'Azienda Olearia Aloia, con una sezione in coda in lingua inglese e i disegni originali di Angelo Ruta.

(...) Quando si dice Molise, si dice qualcosa che è già consegnato alla storia. L’olivo, le olive e l’olio che se ne ricava portano con sé il segno appunto della storia, come giustamente ha scritto l’oleologo e scrittore Luigi Caricato. A lui ci siamo affidati per puntare i riflettori su una regione altamente vocata all’olivicoltura di qualità. In veste di grande esperto, Caricato non poteva che individuare ogni elemento che evidenziasse lo straordinario legame tra l’albero dell’olivo e il Molise, anche i segni meno evidenti e più curiosi, come le ascendenze puniche della regione.
Perché questa sfida si è tradotta in un libro? Perché credo con determinazione nella forza dirompente e persuasiva della cultura. Senza una adesione culturale non può esserci un valido progetto che possa lasciare tracce significative nel territorio. Non basta la parola pronunciata, non basta nemmeno il solo prodotto, seppure di grande qualità, occorre lasciare nero su bianco ciò che questa terra d’elezione esprime attraverso la sua natura e la sua gente.
(dalla premessa di
Mena Aloia)

 

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