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Da una
secolare tradizione familiare nasce l'Olio Extra Vergine Aloia,
sapiente miscela di diverse cultivar provenienti dagli antichi
oliveti dell’agro di Colletorto a ridosso della vallata del Fortore.
Il
paese svetta su un colle (508 m.) assediato dagli olivi.
Vanto locale sono le
autoctone cultivar
Oliva Nera e Cazzarella di Colletorto, ma la
rassegna varietale comprende anche Leccino, Cellina di Rotello,
Provenzale, Rosciola e Gentile di Larino.
Le olive,
raccolte a mano, sono molite nel nostro frantoio in giornata col
sistema a freddo delle molazze, di antichissima tradizione,
osservando tempi e regole rigide che decretano la nobiltà del
prodotto.
La sua bassissima
acidità (0,2 grammi per 100 grammi), l’alto grado di
digeribilità (superiore a quello di tutti i grassi), le
caratteristiche organolettiche e le componenti nutrizionali, ne
consigliano l’impiego anche nelle diete povere di grassi,
nell’alimentazione del bambino e per la prevenzione delle
malattie cardio-vascolari.
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Oliva nera di Colletorto:
conosciuta pure con il sinonimo di
Noccioluta,
Gentile di Colletorto e Paesana nera, è originaria di
Colletorto ed è diffusa anche nei comuni di Sant’Elia a
Pianisi, Bonefro, Macchia Val Fortore, Pietracatella e
San Giuliano di Puglia. Ha produttività medio-elevata e
soggetta ad alternaza. L’olio presenta delle note
fruttate di oliva verde, con spiccate punte di amaro e
piccante al gusto.
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Azienda Certificata
UNI EN ISO 22000:2005
n.
76612-2010-AFSMS-ITA-DNV
[Sicurezza alimentare]
certificato |
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Azienda aderente alla Filiera UNASCO
UNI EN ISO 22008:2008
[Tracciabilità nella filiera
Agroalimentare] |
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L’azienda Aloia si
occupa anche della produzione di cereali, lavorando circa 160 ettari
di terreni, di cui 20 ettari dedicati esclusivamente all’olivicultura.
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Il
respiro dell’olio.
Viaggio tra gli
olivi e i frantoi del Molise


Scritto da
Luigi Caricato
e pubblicato in edizione fuori commercio dall'Azienda
Olearia Aloia,
con una sezione in coda in lingua inglese e i disegni originali
di
Angelo Ruta.
(...) Quando si dice
Molise, si dice qualcosa che è già consegnato alla storia.
L’olivo, le olive e l’olio che se ne ricava portano con sé il
segno appunto della storia, come giustamente ha scritto l’oleologo
e scrittore Luigi Caricato. A lui ci siamo affidati per puntare
i riflettori su una regione altamente vocata all’olivicoltura di
qualità. In veste di grande esperto, Caricato non poteva che
individuare ogni elemento che evidenziasse lo straordinario
legame tra l’albero dell’olivo e il Molise, anche i segni meno
evidenti e più curiosi, come le ascendenze puniche della
regione.
Perché questa sfida si è tradotta in un libro? Perché credo con
determinazione nella forza dirompente e persuasiva della
cultura. Senza una adesione culturale non può esserci un valido
progetto che possa lasciare tracce significative nel territorio.
Non basta la parola pronunciata, non basta nemmeno il solo
prodotto, seppure di grande qualità, occorre lasciare nero su
bianco ciò che questa terra d’elezione esprime attraverso la sua
natura e la sua gente.
(dalla premessa di
Mena Aloia) |